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30 Giu

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STORIA, FORME E COLORI DEL GHIACCIOLO

30 Giugno 2016 | By |

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Il ghiacciolo ha oltre un secolo di vita, e la sua storia scaturisce dalla semplicità e la casualità unite alla curiosità tipica dei bambini. È una storia nata nel 1905 in California, precisamente a Okland, per mano di un bambino undicenne di nome Frank Epperson. Una sera preparò in un bicchiere una bevanda con la soda che mescolò con un bastoncino di legno fino a quando non sopravvenne il sonno. Il bicchiere restò sul davanzale della finestra a gelare tutta la notte, e l’indomani Frank ritrovò questa inattesa creazione di ghiaccio. Gli bastò passare un po’ di acqua calda intorno al bicchiere per estrarre il primo ghiacciolo della storia, che venne gustato con piacere e un po’ di stupore. Frank corse a brevettare la sua dolce creazione, che nei decenni successivi conquistò gli Stati Uniti e i mercati di tutto il mondo.

In Italia il ghiacciolo arrivò solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, e fu subito apprezzato per le proprietà rinfrescanti, la peculiarità da gelato da passeggio, l’aspetto colorato che trasmise una sensazione di estivo buonumore e la varietà dei gusti. Algida lo lanciò come prodotto di punta nell’estete del 1970, mentre alla fine di quegli anni le principali aziende gelatiere si sbizzarrirono con nuove formule: il Calippo, i Gelosuccosi, Topolino e Pippo, i Puffoghiaccioli. Intanto l’idea del bastoncino venne introdotta anche per altri gelati, come il Mottarello.

Il set da quattro Formaghiaccioli assortiti Excélsa rispetta la semplicità e il carattere giocoso del ghiacciolo originale, con una forma allungata per assaporare meglio, il bastoncino per non sporcarsi le dita e il supporto colorato per riconoscere il gusto che si preferisce. Un’estiva idea regalo da fare anche ai bambini, per incuriosirli e iniziarli alla preparazione di tanti buoni ghiaccioli, proprio come nel 1905 fece il piccolo Frank. Grazie ad essenze, sciroppi o succhi di frutta oggi si possono infatti preparare coloratissimi ghiaccioli di ogni gusto: quello bianco è solitamente al limone, giallo all’ananas o al cedro, arancione all’arancia, verde alla menta, ruggine alla coca cola, viola alla ciliegia o alla fragola, azzurro all’anice.

24 Giu

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LA GRANITA ALLE MANDORLE, UN DERBY SICILIANO

24 Giugno 2016 | By |

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La Sicilia, in cucina, è una terra piena di derby culinari. Se si considerano alcune icone dello streetfood le sfide iniziano dal nome: nel palermitano Arancina si scrive con la “a” finale, mentre nel catanese viene da tutti denominata con la “o”, quindi Arancino. Se l’Accademia della Crusca si pronuncia per la prima soluzione, lo scrittore Andrea Camilleri è per la seconda, così il confronto prosegue da anni. Nel caso della granita, dolce al cucchiaio di origine araba particolarmente indicato in estate, l’autentica la si trova la nella parte orientale dell’Isola, forse perché originariamente preparata con la neve della Muntagna, il vulcano Etna. La neve veniva conservata tutto l’anno nelle nivieri, costruzioni di pietra che nell’era ‘pre-freezer’ ricoprivano le grotte.

Nella profusione di ricette antichissime che comprendono gli aromi di acqua alle rose e gelsomino, un derby nel derby lo troviamo nella preparazione della granita alle mandorle: alcuni utilizzano il latte di mandorla, altri la pasta alle mandorle, nota anche come pasta reale. Dando piena legittimazione ad entrambe le scuole di pensiero, dopo aver fatto alcune prove abbiamo ritrovato un aroma più inebriante e corposo utilizzando questa seconda opzione.
Ecco dunque cosa serve per preparare una granita siciliana alle mandorle senza la gelatiera, utilizzando invece il Tritaghiaccio manuale Excélsa: 300 gr di pasta di mandorle; 200 gr di zucchero semolato; 1 lt di acqua oligominerale.

Portare l’acqua in ebollizione per poi farla intiepidire. Sciogliervi la pasta di mandorle, che è facile trovare sotto forma di panetti nei negozi specializzati in cucina regionale e prodotti dop. Va spezzata in piccoli pezzi, mescolando fino ad ottenerne un soddisfacente scioglimento. A questo punto aggiungere lo zucchero semolato, sempre mescolando fino al suo scioglimento. Sistemare poi la miscela nello stampo forma ghiaccio e lasciare in freezer per circa tre ore e mezza.

Ora il piccolo, comodo e funzionale Tritaghiaccio Excélsa è pronto ad accogliere il ghiaccio: qualche paziente giro della manovella e la lama tritaghiaccio, instancabile lavoratrice in acciaio, farà diventare granulosa la granita siciliana, che verrà raccolta nell’apposita coppetta raccogli ghiaccio. Presentare la Granita di Sicilia alle Mandorle, infine, in eleganti e variopinte Coppe Gelato/Macedonia Excélsa, accanto a delle brioches calde. Ecco servito un rinfrescante dessert che funge anche da alternativa estiva alla colazione.