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11 Nov

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CANNOLO SICILIANO, PROVA A FARLO TU!

11 Novembre 2016 | By |

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Nelle linee Classic cake, Minis e Sweet di Excélsa troviamo strumenti del mestiere accessibili a tutti, come lo Scottatore a Fiamma, i Mini Stampi a forma di budino, cuore e orsetto e i Tagliabiscotti in gran varietà. Raccolgono sempre maggiore interesse da parte di food lover e semplici appassionate i Forma Cannoli, cilindri in alluminio dal diametro di 3 cm con i quali preparare uno dei dolci più buoni della pasticceria siciliana. Il cannolo ha origini antichissime e un’identità multietnica. Cicerone in alcuni suoi scritti parlava di un “tubus farinarus dolcissimus” che secondo gli esperti è proprio il progenitore del cannolo, mentre i Saraceni lo servivano agli Emiri nel piacere gaudente dei loro harem.

Grazie ai pratici Forma Cannoli Excélsa, ci si può cimentare a casa propria nella preparazione di questo dessert che nasce dai contrasti: la candida dolcezza della crema di ricotta si unisce alla scura e amara scorza (cialda), per un risultato croccante e morbido al palato. Per il ripieno dei cannoli bisogna procurarsi 1kg di ricotta fresca, 600g di zucchero, 100g di gocce di cioccolato fondente, 50g di ciliegie candite e una busta di vaniglia. Inizialmente si lavorano con un cucchiaio di legno la ricotta e lo zucchero, e se il composto risulta troppo solido, si può aggiungere un po’ di latte fresco. Un segreto da ‘nonna siciliana’ è quello di filtrare la crema di ricotta attraverso un tovagliolo di lino, per eliminare grumi e renderla di sopraffina consistenza. Aggiungere dunque la vaniglia e le gocce di cioccolato.

Per la scorza dei cannoli sono invece necessari 400g di farina ‘00’, 60g di zucchero, 50g di strutto e sale. Si ricorre poi a un segreto che stavolta attribuiamo al ‘nonno siciliano’: quattro cucchiai di vino Marsala nell’impasto, che regalano un aroma inconfondibile alla pasta compatta, da tirare in una sfoglia sottile. Si devono dunque ritagliare dei dischetti (prova con i Mini Stampi Torta da 13 cm Excélsa) di pasta e poi avvolgerli nei luccicanti Forma Cannoli, aiutandosi con qualche goccia d’acqua per far aderire per bene la pasta. A questo punto si può scaldare lo strutto in padella e friggere la pasta avvolta nel suo Forma Cannolo, fino a quando non appare dorata. Non resta che sgocciolare bene le cialde, farle raffreddare, staccarle con delicatezza dai Forma Cannoli e guarnire con abbondante crema di ricotta. Il tocco finale di una ciliegia candita, e i cannoli siciliani sono pronti a svelare i piaceri del dolce e dell’amaro.

24 Giu

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LA GRANITA ALLE MANDORLE, UN DERBY SICILIANO

24 Giugno 2016 | By |

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La Sicilia, in cucina, è una terra piena di derby culinari. Se si considerano alcune icone dello streetfood le sfide iniziano dal nome: nel palermitano Arancina si scrive con la “a” finale, mentre nel catanese viene da tutti denominata con la “o”, quindi Arancino. Se l’Accademia della Crusca si pronuncia per la prima soluzione, lo scrittore Andrea Camilleri è per la seconda, così il confronto prosegue da anni. Nel caso della granita, dolce al cucchiaio di origine araba particolarmente indicato in estate, l’autentica la si trova la nella parte orientale dell’Isola, forse perché originariamente preparata con la neve della Muntagna, il vulcano Etna. La neve veniva conservata tutto l’anno nelle nivieri, costruzioni di pietra che nell’era ‘pre-freezer’ ricoprivano le grotte.

Nella profusione di ricette antichissime che comprendono gli aromi di acqua alle rose e gelsomino, un derby nel derby lo troviamo nella preparazione della granita alle mandorle: alcuni utilizzano il latte di mandorla, altri la pasta alle mandorle, nota anche come pasta reale. Dando piena legittimazione ad entrambe le scuole di pensiero, dopo aver fatto alcune prove abbiamo ritrovato un aroma più inebriante e corposo utilizzando questa seconda opzione.
Ecco dunque cosa serve per preparare una granita siciliana alle mandorle senza la gelatiera, utilizzando invece il Tritaghiaccio manuale Excélsa: 300 gr di pasta di mandorle; 200 gr di zucchero semolato; 1 lt di acqua oligominerale.

Portare l’acqua in ebollizione per poi farla intiepidire. Sciogliervi la pasta di mandorle, che è facile trovare sotto forma di panetti nei negozi specializzati in cucina regionale e prodotti dop. Va spezzata in piccoli pezzi, mescolando fino ad ottenerne un soddisfacente scioglimento. A questo punto aggiungere lo zucchero semolato, sempre mescolando fino al suo scioglimento. Sistemare poi la miscela nello stampo forma ghiaccio e lasciare in freezer per circa tre ore e mezza.

Ora il piccolo, comodo e funzionale Tritaghiaccio Excélsa è pronto ad accogliere il ghiaccio: qualche paziente giro della manovella e la lama tritaghiaccio, instancabile lavoratrice in acciaio, farà diventare granulosa la granita siciliana, che verrà raccolta nell’apposita coppetta raccogli ghiaccio. Presentare la Granita di Sicilia alle Mandorle, infine, in eleganti e variopinte Coppe Gelato/Macedonia Excélsa, accanto a delle brioches calde. Ecco servito un rinfrescante dessert che funge anche da alternativa estiva alla colazione.