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colore

29 Set

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Un colore per ogni alimento!

29 Settembre 2017 | By |

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I contenitori per alimenti sono degli ottimi alleati in cucina per conservare i più svariati cibi, dalla carne alla verdura, agli avanzi del giorno prima e tanto altro.
I contenitori dovrebbero essere a chiusura ermetica per isolare gli alimenti ed evitare la contaminazione con muffe e batteri.
E’ molto importante, inoltre, saperli organizzare all’interno del frigorifero: partendo dal basso, collocateli nei cassetti la frutta e la verdura fresca, nella zona intermedia la carne e il pesce crudo (conservabile al massimo per un giorno), nella zona più alta uova, formaggi, cibi cotti, nello sportello burro, acqua, latte e bibite.
Sebbene l’organizzazione sia importante, anche l’occhio vuole la sua parte!
Per questo abbiamo pensato alla colorata linea Keeper, ottima alleata nell’organizzazione del frigorifero, rendendolo allo stesso tempo ordinato ma anche vivace e di immediata lettura.
Infatti, esiste un significato che unisce colorazione dei cibi ed energia che essi ci trasmettono. I colori influenzano i nostri stati d’animo, e li troviamo sia nei cibi che prendono posto sulle nostre tavole, sia negli accessori per la casa e la cucina.

Un contenitore rosso, oltre a donare energia a chi lo osserva, sarà utilissimo per identificare e conservare cibi importanti come le carni crude che non devono entrare a contatto con altri alimenti onde evitare contaminazioni.

Fra i colori presenti sulle nostre tavole vi è anche e soprattutto il verde ed un contenitore di questo colore, richiamando la natura, risulta utile per racchiudere al suo interno verdure di ogni genere. Aprendo il frigo alla ricerca di una lattuga, prendere il Keeper verde risulterà automatico ed intuitivo.

Un altro colore molto importante che serve nel nostro frigo è sicuramente l’arancione che induce allegria, ottimismo ed equilibrio, ma soprattutto ci aiuta a identificare immediatamente la zona perfetta per mantenere freschi i nostri agrumi.

Contenitori dalle tonalità più fredde come l’azzurro ed il viola, identificano rispettivamente il pesce e cibi con caratteristiche particolari come l’assenza di glutine o lattosio, per far fronte ad esigenze

Infine i contenitori bianchi Keeper, che conferiscono equilibrio interiore a chi li osserva, sono utilissimi per separare uova, burro e formaggi.

Diamo spazio dunque ai colori in cucina, ma soprattutto ai contenitori, per creare un nuovo ordine in frigorifero!

06 Lug

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VEGANO E GOLOSO, È IL GELATO AL CIOCCOLATO

6 Luglio 2016 | By |

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Sui vegani, coloro che per varie ragioni decidono di sposare una dieta che oltre a fare a meno di carne e pesce è priva anche di latte, uova e derivati, esiste qualche pregiudizio di troppo. C’è chi considera la dieta vegana poco bilanciata, sprovvista di proteine, senza sapere che è possibile bilanciarla adeguatamente con i legumi. Soprattutto c’è chi considera i cibi vegani un po’ tristi, carenti di gusto e poco piacevoli al palato.

Questo ha anche a che fare con una questione di percezione, di colore: il packaging dei cibi vegani, così come le insegne dei negozi e della ristorazione vegetariana, insistono soprattutto su una corporate identity che punta forte sul verde e sul bianco perché, escludendo il rosso della carne e il giallo dei formaggi, il riferimento diventa il verde di ortaggi e verdure. E visto che anche l’occhio vuole la sua parte, prima ancora di assaggiare si tende a giudicare in base alla poco emozionante tavolozza dei colori.

Proviamo a sfatare qualche falso mito con una ricetta estiva, semplice (una grande dote della cucina vegana), gustosa e coinvolgente, anche per il colpo d’occhio e la presentazione, partendo per assurdo da un non colore come il nero: il gelato vegano al cioccolato. La preparazione dura pochissimi minuti, anche se bisogna avere un po’ di pazienza per il successivo raffreddamento se sprovvisti di gelatiera, che può arrivare a 6 ore. Per un’ottima vaschetta di gelato vegano al cioccolato, ecco cosa serve:
Cioccolato extra-fondente 200 g; Latte vegetale di riso 200 ml; Panna vegetale 200 ml; Zucchero di canna 150 g.

Il cioccolato fondente va rotto in piccoli pezzi, da sciogliere a bagnomaria. Ottenuto lo scioglimento, versare il cioccolato e il latte di riso in un pentolino, riscaldando il tutto per qualche minuto. Ora si può aggiungere la panna vegetale e lo zucchero di canna e procedere verso l’ebollizione, necessaria a far sciogliere lo zucchero ed evitare grumosità. Dopo il raffreddamento la vaschetta può accogliere il composto e andare in freezer per circa 6 ore, ma il consiglio è di girare il gelato ogni 30 minuti – nelle prime ore – per un risultato ottimale.

Ora che il gelato vegano al cioccolato è pronto, invitate due amici, sistemate qualche sedia in terrazza e servite il gelato nelle Coppette Rainbow Excélsa, disponibili in otto coinvolgenti cromie. Per i vostri amici scegliete un paio di coppette tra i colori lilla, arancio, giallo, rosso, azzurro o bianco. Per voi tenete la Coppetta Rainbow Excelsa verde, tanto per lasciar loro un indizio. Chiedetegli, mentre gustate il gelato, d’individuarne gli ingredienti, e scoprirete che il gelato si scioglierà in bocca senza sciogliere i dubbi: è un gelato normale o un gelato veg? Ai vostri invitati non resterà che perdersi in questo rinfrescante, enigmatico piacere nero, e solo alla fine svelerete il vostro segreto.

30 Giu

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STORIA, FORME E COLORI DEL GHIACCIOLO

30 Giugno 2016 | By |

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Il ghiacciolo ha oltre un secolo di vita, e la sua storia scaturisce dalla semplicità e la casualità unite alla curiosità tipica dei bambini. È una storia nata nel 1905 in California, precisamente a Okland, per mano di un bambino undicenne di nome Frank Epperson. Una sera preparò in un bicchiere una bevanda con la soda che mescolò con un bastoncino di legno fino a quando non sopravvenne il sonno. Il bicchiere restò sul davanzale della finestra a gelare tutta la notte, e l’indomani Frank ritrovò questa inattesa creazione di ghiaccio. Gli bastò passare un po’ di acqua calda intorno al bicchiere per estrarre il primo ghiacciolo della storia, che venne gustato con piacere e un po’ di stupore. Frank corse a brevettare la sua dolce creazione, che nei decenni successivi conquistò gli Stati Uniti e i mercati di tutto il mondo.

In Italia il ghiacciolo arrivò solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, e fu subito apprezzato per le proprietà rinfrescanti, la peculiarità da gelato da passeggio, l’aspetto colorato che trasmise una sensazione di estivo buonumore e la varietà dei gusti. Algida lo lanciò come prodotto di punta nell’estete del 1970, mentre alla fine di quegli anni le principali aziende gelatiere si sbizzarrirono con nuove formule: il Calippo, i Gelosuccosi, Topolino e Pippo, i Puffoghiaccioli. Intanto l’idea del bastoncino venne introdotta anche per altri gelati, come il Mottarello.

Il set da quattro Formaghiaccioli assortiti Excélsa rispetta la semplicità e il carattere giocoso del ghiacciolo originale, con una forma allungata per assaporare meglio, il bastoncino per non sporcarsi le dita e il supporto colorato per riconoscere il gusto che si preferisce. Un’estiva idea regalo da fare anche ai bambini, per incuriosirli e iniziarli alla preparazione di tanti buoni ghiaccioli, proprio come nel 1905 fece il piccolo Frank. Grazie ad essenze, sciroppi o succhi di frutta oggi si possono infatti preparare coloratissimi ghiaccioli di ogni gusto: quello bianco è solitamente al limone, giallo all’ananas o al cedro, arancione all’arancia, verde alla menta, ruggine alla coca cola, viola alla ciliegia o alla fragola, azzurro all’anice.