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18 Ott

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TRE COTTURE PER NON FARSI PRENDERE IN CASTAGNA

18 Ottobre 2016 | By |

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Il detto “farsi prendere in castagna”, ovvero farsi cogliere in errore, deriva da un antico utilizzo che si faceva del termine “marrone”. Esso veniva usato per descrivere un “errore” o “sbaglio”, da lì l’espressione “prendere in marrone”, divenuta “cogliere in castagna”. Del resto “marrone” e “castagna” vengono spesso usate per designare lo stesso frutto, che proprio questo mese si può apprezzare declinato in golose ricette, specie se si pensa ai buonissimi marron glacé.

Non facciamoci prendere in castagna dal tempo che passa, dunque: ottobre è il mese perfetto per assaggiare le castagne. Tra i modi più semplici di cucinarle vi è sicuramente la lessatura: si fanno bollire per 30 minuti con tutta la buccia, iniziando poi una paziente fase di spellatura e infine una frullatura che permette di ottenere un’ottima salsa di castagne da usare per torte, dolci o semplicemente da spalmare in un paio di fette biscottate a colazione.

Il secondo metodo di cottura è legato a un abbrustolimento sul fuoco. Le castagne, infatti, hanno un sapore gradevolissimo anche mangiate da sole, appena cotte, tanto che bisogna stare attenti a non esagerare: con 190 Kcal per 100gr di prodotto, le castagne non sono propriamente indicate per chi segue una dieta. Con una Padella castagne in lega d’acciaio Excélsa si abbattono decisamente i tempi di cottura e si salva tutto l’aroma inconfondibile delle castagne. Bisogna inciderle una per una con Brown Tagliacastagne o, se ne siete sprovvisti, con un comune coltello. La padella Excélsa, forata e con manico in legno, farà il suo dovere in pochi minuti. Gustate ancora calde, le castagne sono uno sfizio per il palato e fanno anche bene, regalando una enorme quantità di minerali: il fosforo rigenera le cellule, il sodio aiuta l’apparato digerente, il magnesio rinforza il sistema nervoso, il calcio le ossa e il ferro la circolazione sanguigna.

Altro metodo di cottura è mediante l’uso del forno. In questo caso le castagne vanno incise e disposte in una teglia, per poi essere infornate a 220 gradi per circa 20 minuti, non dimenticando di girarle ogni tanto. Attendere dieci minuti prima di sbucciarle, godendo anche dei straordinari benefici diuretici e circolatori garantiti dall’alto valore di vitamina B presente nel frutto.